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Scritto da Redazione
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martedì 22 luglio 2008 |
 La Camera ha votato la fiducia sulla manovra economica con 323 sì e 253
no. Da oggi parte la discussione sugli ordini del giorno fino al voto
finale, poi con il sì definitivo del Senato diverrà legge:
questo passaggio segna il vero inizio della Fase Due del governo
Berlusconi.
Dopo i primi provvedimenti urgenti – tutti impegni mantenuti in neppure
due mesi, dall’emergenza rifiuti a Napoli all’abolizione dell’Ici, dal
taglio delle tasse sugli straordinari alla riduzione delle rate dei
mutui fino alle misure di sostegno per anziani e bisognosi – ecco il
piano di finanza pubblica 2009-2011. Come promesso, in netto anticipo
sulla Finanziaria, dunque senza i rischi di assalto alla diligenza e
provvedimenti omnibus, senza la corsa affannosa all’ultimo minuto e
all’ultimo voto che da decenni sono una costante di questo
appuntamento. Memorabile resta la Finanziaria 2007 approvata il 27
dicembre 2006 dal governo Prodi: un solo articolo di 1.364 commi.
La crisi internazionale non consente né ritardi né teatrini
parlamentari; ma soprattutto l’esecutivo si conferma come il governo
del fare, che dice e mantiene. Anche a costo di scontentare questa e
quella corporazione, di scontrarsi contro interessi potenti.
L’emendamento del governo prevede infatti “la non emendabilità della
Finanziaria con interventi microsettoriali per un anno, che crediamo –
dice il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti - sia una scelta giusta
perchè nell’interesse del Paese è meglio chiudere la discussione sul
bilancio pubblico e non continuarla a saldi aperti durante la tempesta”.
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Ultimo aggiornamento ( martedì 22 luglio 2008 )
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Scritto da Redazione
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martedì 22 luglio 2008 |
Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata , è il nuovo Presidente dell’Anci Sicilia, l’associazione nazionale dei comuni italiani. Succede a Titti Bufardeci.
L’onorevole Francantonio Genovese, segretario regionale del Partito Democratico, ha dichiarato: “Voglio auspicare che il rinnovo degli organi direttivi dell’Anci Sicilia, in programma per domani, rappresenti l’occasione per rimettere al centro le problematiche degli enti locali che attraversano un momento di notevole difficoltà soprattutto dal punto di vista finanziario. In questa logica sarebbe utile giungere all’elezione dei nuovi vertici in modo unitario e, quindi, scevro da contrapposizioni strumentali. Ed in un rinnovato clima di collaborazione, nell’interesse dei Comuni siciliani, non avremmo difficoltà a riconoscere che la presidenza possa essere assegnata al candidato espresso dal PDL“.
Messaggio di sostegno anche da Michele Pivetti , presidente del Circolo del Buon Governo di Palermo, il quale ha dichiarato che “L’elezione del sindaco di Palermo a presidente dell’Anci deve costituire il valore aggiunto assunto dalla città per un rilancio forte e deciso dell’azione del governo del cittadino“.
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Scritto da Walter Giannò
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domenica 20 luglio 2008 |
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Essere del Pdl non significa che bisogna tollerare in silenzio sempre cosa proviene dalla bocca degli alleati ed oggi Umberto Bossi, leader della Lega Nord, ha esagerato e molto.
Il senatur ha alzato il dito medio a proposito dell'inno di Mameli, dopo aver detto che "Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L'Inno dice che l'Italia è schiava di Roma". Irritante, stucchevole: roba da denuncia per vilipendio.
Ma la dichiarazione che mi ha fatto sollevare dalla sedia è stata soprattutto questa: "Dopo il federalismo bisogna passare anche alla riforma della scuola. Non possiamo più lasciare martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord. Il problema della scuola è molto sentito perchè tocca tutte le famiglie. La Padania ormai è nel cuore di tutti. Noi ai bambini la insegnamo fin da quando nascono, insegnamo loro che non siamo schiavi e non lo siamo mai stati. tutto quello che dico è la verità. Un nostro ragazzo (suo figlio Renzo ndr) è stato bastonato agli esami perchè aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo". E Paola Goisis, deputata, ha rincarato la dose in questo modo: "Dopo trent'anni di scuola di sinistra, di esami di sinistra, di professori di sinistra, di presidi di sinistra i nostri ragazzi sono disorientati. I nostri studenti hanno bisogno di essere guidati da uno come Umberto Bossi. E non è possibile che vengano professori da ogni parte a togliere il lavoro agli insegnanti del Nord. Loro vogliono sentir parlare solo di Pirandello e Sciascia e non di un federalista come Carlo Cattaneo".
Innanzitutto, io sono uno di quelli che ritiene assurdo che nelle scuole italiane ci sia poco spazio dedicato alle Guerre d'Indipendenza, perché si racconta male e velocemente il percorso storico che condusse al tricolore. E mi sa che questo pensiero non può garbare a Bossi, considerato il suo astio nei confronti del verde-bianco-rosso. Alle medie, inoltre, un giorno la professoressa di Lettere ci disse che i meridionali sono più colti dei settentrionali e per un motivo ben preciso: i primi, avendo difficoltà a trovare lestamente lavoro, occupano il tempo a studiare; i secondi hanno la possibilità di entrare più velocemente nel mondo del lavoro e preferiscono le fabbriche alle aule universitarie, perché possono soddisfare subito il richiamo del guadagno. La professoressa dimostrò la sua tesi, sostenendo che il sangue delle classi dirigenti del Paese era più del Sud che del Nord. Ritenendo non del tutto sbagliato questo pensiero, mi sa che ci sono più insegnanti meridionali che settentrionali in Italia. Ragazzi che sono costretti a lasciare la propria terra per trasferirsi altrove e di certo non lo fanno con il sorriso sulle labbra, perché preferirebbero insegnare a casa loro, anziché in quella degli altri. Essi non vanno al Nord perché "quant'è bello essere maestri in una scuola di Milano", ma perché "purtroppo non possiamo esserlo a Palermo".
Paola Goisis, inoltre, ha sostenuto che "nella nostra proposta di riforma della scuola abbiamo previsto l’obbligatorietà" che gli insegnanti al Nord devono essere del Nord. Per la deputata della Lega Nord sarà carta straccia, ma la Costituzione recita all'articolo 3 che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale". E' una proposta insulsa e terribilmente sciocca. Ragionando per assurdo: se tale idea diventasse legge, io non rinnoverei la mia iscrizione a Forza Italia, perché il partito sarebbe concretamente alleato di una riforma palesemente razzista, che non tiene conto dell'unità della Nazione, per la quale nella seconda metà dell'800 migliaia di giovani hanno perso la vita. La donna, inoltre, ha citato Pirandello e Sciascia, entrambi siciliani, come se fossero due personalità irrilevanti. Ebbene, Nella sua scheda si legge che è laureata in pedagogia ed insegna storia e filosofia. Per di più, è segretario della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione). Su internet ho trovato questo volantino elettorale ,che dimostra ancora di più il suo spirito razzista. Dovrebbe essere esortata alle immediate dimissioni per quanto ha affermato oggi. Una mano nella coscienza: nel passato ho criticato spesso Vladimir Luxuria, però meglio cento Luxurie che una Goisis!
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Ultimo aggiornamento ( domenica 20 luglio 2008 )
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Scritto da Redazione
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sabato 19 luglio 2008 |
Oggi è il 19 luglio. Sedici anni fa in via D’Amelio persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta: Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cusina e Claudio Traina. Stamattina hanno deposto una corona di fiori nel luogo dell’eccidio il Presidente del Senato della Repubblica, Renato Schifani, il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa ed il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Quest’ultimo ha dichiarato che “proprio nel giorno in cui si ricorda la strage di via D’Amelio ho fatto diramare dai miei uffici una circolare più restrittiva sul 41 bis, nell’applicazione del carcere duro che renderà ancora più difficili le comunicazioni tra i boss“. Il Senatore Carlo Vizzini, Presidente della Commissione degli Affari Costituzionali del Senato ha espresso queste parole: "Ho voluto ricordare Paolo Borsellino dopo 16 anni dall'eccidio di via D'Amelio in cui il magistrato e la sua scorta pagarono con la vita la voglia di riscatto e di liberazione della Sicilia dalla mafia, con tre fatti concreti. Le nuove norme sulla confisca dei beni dei mafiosi da me presentate che apriranno le casseforti di Cosa nostra, che diventeranno leggi la prossima settimana; il disegno di legge da me presentato in Senato per l'inasprimento del 41 bis (carcere duro) e l'approvazione a tempo di record da parte della Prima commissione da me presieduta della costituzione della commissione Antimafia ora all'approvazione della Camera. Adesso resta l'impegno ad operare sui partiti perché si guardino dentro per evitare le infiltrazioni dei mediatori di mafia che ancora tentano di avviluppare la politica e le istituzioni, infiltrandosi e cercando di perseguire i loro sordidi interessi mafiosi. Solo con questo impegno si può pensare di ricordare uomini come Paolo Borsellino". Il Capogruppo del Pdl in commissione Cultura, Fabio Granata, ha dichiarato che "La vita di Paolo Borsellino, anche attraverso l'onda d'urto del tragico '92, ha consentito di realizzare una porzione di cambiamento importante in Sicilia, soprattutto nelle coscienze dei più giovani e nel ripudio generale diffuso nella società siciliana nei confronti di cosa nostra". Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, stasera parteciperà alla fiaccolata, che avrà inizio alle 20,30 da piazza Vittorio Veneto, a cui si unirà anche il Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni.
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Ultimo aggiornamento ( sabato 19 luglio 2008 )
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Scritto da Il Velino
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sabato 19 luglio 2008 |
Roma,
18 lug (Velino) - Sbarramento al 5 per cento, liste corte bloccate e
con rappresentanza femminile garantita e passaggio da cinque a quindici
circoscrizioni. Queste le proposte per una nuova legge elettorale per
le Europee presentata dal Pdl alla Camera. L’iter inizierà a settembre,
quando al Senato si avvierà il percorso delle riforme costituzionali.
Il tempo stringe, visto che, come fa notare il vicecapogruppo vicario
dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello, “la nuova legge elettorale
deve essere fatta 180 giorni prima che vengano indette le elezioni, e
quindi entro il 7 dicembre”. L’atteggiamento del Pdl è dialogante: “La
nostra proosta è frutto di un’interlocuzione anche dell’altra parte
politica - dice il vicecapogruppo alla Camera Italo Bocchino -. Serve
mettere sul tavolo una proposta concreta, dare il la ai lavori. Il
testo non ha la pretesa di essere definitivo. In commissione Affari
costituzionali troveremo la quadra fra le diverse proposte della
maggioranza, dell’opposizione e del governo e licenzieremo un testo che
sia il più largamente condiviso possibile”. L’appello al dialogo è alla
minoranza, ma non solo. Anche all’interno del Pdl ci sono posizioni
diverse “seppur non inconciliabili”.
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Scritto da Administrator
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venerdì 18 luglio 2008 |
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Lo aveva promesso in campagna
elettorale: il primo consiglio dei ministri operativo si sarebbe tenuto
a Napoli e a Napoli Berlusconi e i ministri avrebbero continuato a
tornare fin quando non si fosse risolta l’emergenza e i rifiuti non
fossero stati tolti definitivamente dalle strade. Oggi Berlusconi è per
la quinta volta in meno di due mesi a Napoli e può annunciare che in
Campania non ci sono più rifiuti per le strade. L’emergenza è superata,
come era stato promesso.
Il risultato è stato raggiunto con un
lavoro immane, che ha visto impegnati in prima linea il presidente del
Consiglio, il sottosegretario Bertolaso e il generale Giannini,
comandante dei militari impiegati per rendere più visibile ed efficace
il ritorno dello Stato.
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domenica 27 luglio 2008
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